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Alessandria d’Egitto

Alexandria, WikipediaLa città d'Alessandria d'Egitto fu fondata tra la palude Mareotide (Maryut) e il Mar Mediterraneo, davanti all'isoletta di Faro. Lo storico greco Arriano (95-175) narra come Alessandro Magno tracciasse al suolo la pianta della città servendosi di chicchi di grano. L'episodio venne interpretato come segno di un futuro di ricchezza e allude al ruolo della città nell'esportazione del grano egiziano. Alessandria doveva sostituire la precedente fondazione greca di Naucrati nel Delta del fiume Nilo (situata a circa 70 km all'interno). Alessandro volle invece che la sua città fosse fondata sulla costa, malgrado la cattiva qualità del terreno in questa zona e l'approdo non facile. Dopo la morte di Alessandro a Babilonia, (nel 323 a.C.), il suo corpo venne trasportato e seppellito dal suo generale macedone Tolomeo ad Alessandria. Essa era la capitale del regno tolemaico ed erede dei traffici commerciali della fenicia Tiro, (distrutta da Alessandro), diventando così una delle più importanti città del mondo greco-ellenistico. Era nota per il suo Museo che racchiudeva all'interno la famosa Biblioteca. Questa aveva catalogato in ordine alfabetico tutti i libri-manoscritti antichi che erano stati trascritti nell'unico alfabeto greco (eliminando i vari dialetti). Venne così realizzata l'edizione critica dei poemi di Omero, la traduzione della Bibbia e quella dell'Avesta (testo persiano della religione di Zoroastro). I faraoni macedoni avevano ordinato di confiscare tutti i libri-manoscritti che giungevano nel porto su qualsiasi nave. Una copia veniva realizzata per il proprietario, mentre il testo originale veniva conservato nella Biblioteca d'Alessandria.


Cesare sottraeva un certo numero di antichi manoscritti che andarono bruciati durante la battaglia nel porto di Alessandria del dicembre 47 a. C. Qui in seguito egli fece ritorno come vincitore, ed ebbe dalla regina Cleopatra VIIa un figlio (Cesarione). Morto Cesare Cleopatra VIIa accolse nella sua reggia d'Alessandria Marco Antonio. Antonio e Cleopatra furono sconfitti da Ottaviano Cesare (Augusto) nella battaglia di Azio del 31 a.C. La città divenne allora sede del Prefetto romano che comandava tutto l'Egitto (bene personale di Ottaviano Augusto). In quest'epoca la città doveva raggiungere una popolazione di 300.000 abitanti liberi, a cui dovevano aggiungersi gli innumerevoli schiavi. Era la seconda città per numero d'abitanti dopo Roma.


Con la diffusione del Cristianesimo divenne centro del Patriarcato d'Egitto. Qui il vescovo Atanasio condusse la sua lotta contro l'eresia ariana.
Nel 616 Alessandria venne conquistata all'Impero bizantino da Cosroe II re dei Persiani, e nel 640 dagli Arabi guidati da ‘Amr ibn al-‘Ās dopo un assedio durato 14 mesi.


Un po' di storia napoleonica
Il 30 giugno 1798 durante la spedizione d'Egitto Napoleone Bonaparte, partito da Malta, sbarca nei pressi di Alessandria e prende la città il 1 luglio. Il 7 luglio lascia la città per combattere nell'interno del paese i mamelucchi filo inglesi. Ma nel 1801 i britannici sconfiggono i francesi nella battaglia di Alessandria, presso le rovine di Nicopolis.

Il 16 ottobre 2002 è stata inaugurata la nuova Biblioteca d'Alessandria d'Egitto, (foto sopra), ricostruita, grazie all'interesse dell'Unesco e della comunità internazionale, sugli stessi luoghi dell'antica.