Fédération Européenne des Cités Napoléonienne

Gehe zu Navigation | Content | Language

La Maddalena

Le isole dell'arcipelago della Maddalena che, in epoca preistorica erano collegate fra loro e con la Sardegna, sono state via di comunicazione e di commercio. Prove della frequentazione umana nel Neolitico si trovano a Santo Stefano in un riparo sotto roccia che ha restituito molti ed interessanti oggetti, resti di pasto, consistente quantità di scarti di lavorazione dell'ossidiana.

In epoca romana la Maddalena fu centro della importante rotta est-ovest, che univa il Tirreno con i porti iberici, e quella nord-sud, che metteva in comunicazione la Sardegna con le coste provenzali.
La caduta dell'impero romano segnò l'abbandono delle isole. Solo nel Medioevo alcuni monaci scelsero la sua completa solitudine per abitare qui in piccole comunità legate a Santa Maria Maggiore di Bonifacio (Corsica). In un momento imprecisato del secolo XVII alcuni pastori corsi provenienti dall'Alta Rocca presero a frequentare le isole: custodivano bestiame di signori bonifacini con forme di contratto che consentivano, nel tempo, di formare anche un loro gregge o un piccolo armento. Avevano scelto una vita resa pericolosa dall'isolamento e dalla presenza dei pirati barbareschi, ma ciò dava loro una assoluta autonomia.

Solo nella seconda metà del Settecento, nel delicato momento in cui la Corsica stava per essere ceduta da Genova alla Francia, il Regno di Sardegna/Piemonte decise di inviare nell'arcipelago un corpo di spedizione per sancirne il possesso: il 14 ottobre 1767 un distaccamento militare sbarcò alla Maddalena.. I pastori corsi delle isole, al contrario di quelli galluresi, avevano confidenza col mare che solcavano continuamente per trasferirsi da un'isola all'altra, per commerciare con gli abitanti della costa prospiciente, per rientrare a Bonifacio nei mesi estivi: non fu quindi difficile per loro diventare marinai, entrando in forze nella Regia Marina con i loro fantasiosi nomi di battaglia.

Il 18 febbraio 1793 Napoleone Buonaparte partecipò alla spedizione rivoluzionaria francese di conquista della Maddalena sotto il comando di Cesari (nipote di Paoli altro rivoluzionario corso). Napoleone fece bombardare, il 22, e conquistare l'isolotto di S. Stefano, che venne però abbandonato il 25 febbraio.
Durante gli anni delle guerre napoleoniche, La Maddalena fu sede della piccola marina sarda agli ordini del barone Giorgio Andrea Desgeneys. La presenza della flotta inglese, che spesso si ancorava nella rada di Mezzoschifo (oggi Porto Rafael) e in quella di Arzachena, utilizzando La Maddalena come base logistica di rifornimenti, fece conoscere all'Europa, attraverso le parole dell'ammiraglio Nelson, l'importanza strategica dell'arcipelago nello scacchiere mediterraneo. Ma quando il trattato di Vienna assegnò la Liguria al regno di Sardegna/Piemonte, Genova divenne la sede della marina e La Maddalena perse, ancora una volta, il suo ruolo. Qui non esisteva proprietà fondiaria visto che tutte le isole erano demaniali. Nel 1843, nel tentativo di sviluppare l'agricoltura con la creazione di una piccola ma diffusa proprietà privata, lo Stato decise di assegnare tutte le terre libere dell'arcipelago, divise in lotti, ai capifamiglia isolani. Questa era la situazione che Garibaldi trovò nell'isola quando vi sbarcò per la prima volta, nel 1849, esule dopo il fallimento della Repubblica Romana, accolto con affetto dalla famiglia di quell'Antonio Susini che con lui aveva combattuto a Montevideo e a cui egli aveva lasciato il comando della Legione Italiana. Dovevano passare ancora sei anni prima che l'eroe decidesse di fermarsi a Caprera, acquistando, attraverso l'amico Pietro Susini, suo procuratore, tutti i lotti disponibili non ancora comprati dall'inglese Richard Forman Collins, che a Caprera aveva deciso di creare una azienda agricola. Il 1882, data della morte di Garibaldi, segnò per altro verso il destino della Maddalena: l'Italia entrava a far parte della Triplice Alleanza a fianco degli Imperi Centrali e, rispolverando le teorie di Nelson sulla centralità dell'arcipelago rispetto alle coste continentali europee, si decise di trasformarlo in una potente piazzaforte marittima il cui cuore pulsante divenne la Base Navale. Nel 1972, grazie ad accordi bilaterali fra Italia e Stati Uniti d'America, lo Stato italiano concesse a questi ultimi un approdo sulla costa orientale di Santo Stefano: qui le navi officina, alternatesi nel tempo, accoglievano ai loro fianchi i sottomarini americani in servizio nel Mediterraneo, mentre a terra si creava un "supporto" di uffici amministrativi, alloggi per le famiglie, scuole. Gli americani sono andati via nel 2008

La Maddalena

Sindaco
Angelo Comiti
tel. (0039) 0789 790681
Fax 0789 739206
sindacolamaddalena@tiscali.it