Fédération Européenne des Cités Napoléonienne

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Altare

Breve storia di Altare (provincia di Savona in Liguria-Italia).
Altare già esiste tra l'anno 1125 ed il 1136 quando il vescovo d'Alba (Cuneo) dona la chiesa di Sant' Eugenio di Altare e la stessa "villa" ossia il paese, con le decime dei raccolti al "cenobio" (monastero) benedettino di Bergeggi (Savona). Questa presenza benedettina (che raggiunge il massimo di 12 monaci) favorisce l'inizio dell'artigianato del vetro ad Altare.

Nell'Archivio di Stato di Genova troviamo che, il 18 febbraio 1281, un certo Gabriele, originario di Masone (Genova), dichiara di essere vetraio e di lavorare ad Altare.

Altri artigiani del vetro giungono dalla Toscana (da Pisa in particolare) dal genovesato e trovano nei boschi di Altare una delle materie indispensabili per le fornaci del vetro.

L'Arte Vetraria Altarese.

La forte richiesta di vetro finemente lavorato ha favorito la partenza in Francia di alcuni maestri vetrai altaresi.

A partire dal 1425 i primi giungono in Provenza. Essi iniziano l'arte vetraria a Saint-Maximin, a Grasse, a Pourcieux (Var), a Goult (Vaucluse), ad Avignone, a Aix, ed a Marsiglia, per poi passare, a fine ‘400, nel Delfinato, nel Viennese, nel Périgord, nel Poitou sino alla Lorena e all'Olanda. Appassionato mecenate di quest'arte è Renato I d'Angiò, duca anche di Lorena, che ha appena perso il regno di Napoli e di Sicilia. Nella vetreria fondata dall'altarese Benedetto Ferro a Goult, presso Apt nella Vaucluse, il re Renato ha una stanza particolare per poter assistere alle lavorazioni. Da questa fabbrica provengono i vetri, dipinti a smalto policromo, donati dal re Renato I al nipote Luigi XI, re di Francia.

Nel 1476 il re Renato I nomina un Massari altarese "vetraio del Re, Ufficiale di Corte", conferendogli così (con gli artigiani da lui impiegati), l'esenzione da ogni imposta e tassa.
In Francia il cognome altarese Ferro viene allora francesizzato in vario modo come de Ferry, Ferré, de Ferre, Deferre, de Ferres, de Ferri, Ferrié, de Ferrier, de Fer, Fero, de la Faire, de la Fère, Ferres.

Ciò succede anche con altri cognomi altaresi.

E' la grande epopea dei maestri vetrai altaresi che hanno dato inizio all'arte vetraria in Francia.
Intanto dal punto di vista politico gli "uomini di Altare" sono sottomessi al marchese aleramico di Savona (Del Carretto) che è il feudatario di tutta la Val Bormida sino al 16 maggio 1711 quando l'imperatore Carlo VI concede "la metà di Cosseria, Plodio, Biestro, Acquafredda, Rocchetta, Cengio, Altare, Mallare, Roccavignale, Millesimo, Dego,... e sue dipendenze di Cagna, Piana, Giusvala, Cairo con Vignarolo..." al Duca di Savoia Vittorio Amedeo II.


Altare al tempo di Napoleone.
All'alba del martedì 12 aprile 1796 Napoleone trasferisce il Quartier Generale del suo Stato Maggiore da Albenga (SV) direttamente alla Casa Bianca di Altare. Da qui segue le fasi della battaglia di Montenotte con un cannocchiale.

Dopo questa sua prima vittoria va a mangiare nel paese di Altare da dove scrive due lettere dal Quartier Generale di Altare .

• La 1a è indirizzata "Au Général La Harpe 23 germinal an IV [probabilmente il tardo pomeriggio del martedì 12 aprile 1796 dopo la battaglia vittoriosa di Montenotte.]

[vedi Bonaparte Napoléon, Correspondance générale, I: les apprentissages 1784 - 1797, Paris, Fayard, 2004, pag. 333, N° 480. E Bonaparte Napoléon, Corréspondance de Napoléon 1er publiée par ordre de l'Empereur Napoléon III, tome 1-3, Paris, Imprimerie impériale, 1858-1869, N° 137].
Mi felicito con voi, generale, per la buona condotta delle vostre truppe e per la fortuna che accompagna costantemente il vostro coraggio ed i vostri talenti. Ho appena percorso [?] il campo di battaglia [di Montenotte. In realtà aveva cercato di recarsi a Montenotte, ma si era perso, e quando un religioso domenicano gli aveva detto che era sulla strada sbagliata, Napoleone era tornato indietro ad Altare], e non vedo da tutte le parti altro che prigionieri e molti morti. La divisione di Masséna è completamente soddisfatta, ha sconfitto su tutta la linea Argenteau; voi avete combattuto contro Beaulieu [?] stesso [sic]. Inviate tutti i prigionieri a Savona. Fare prendere del pane per la 14a ½ brigata alla Madonna [Santuario di Savona] dove ce n'è, e prendete posizione con tutte le vostre truppe nel luogo che riterrete più vantaggioso per dare l'impressione di minacciare il nemico a Sassello; e sarebbe anche bene che voi inviaste, prima di notte, una pattuglia per esplorare i movimenti del nemico [austriaco] e per accelerare la loro evaquazione e mettere a nostra disposizione i magazzini [di viveri ed armamenti austriaci] che si trovano a Sassello.

Il generale Masséna si dirige verso le alture di Cairo [Montenotte]; invierà una parte delle truppe nella città [di Cairo] per esigere una contribuzione [in denaro]. E' indispensabile che voi, prima di notte, individuate la posizione delle truppe di Masséna, per poter comunicare facilmente con loro. Il Quartier Generale sarà a Carcare.

Venite qui voi stesso o inviate uno dei vostri aiutanti di campo questa sera [la sera del 12 aprile] per mettermi al corrente delle vostre posizioni, dei movimenti del nemico, e di tutto ciò che avete fatto in giornata [del 12 aprile giorno della battaglia di Montenotte].

Augereau, Dommartin e Joubert che si trovano nella pianura [di Carcare] andranno domani [13 aprile] a Montezemolo per vincere contro i piemontesi, a meno che il rapporto che voi mi trasmettirete questa sera mi faccia cambiare la decisione. Bonaparte".

• La 2a lettera scritta da Napoleone dal Quartier Generale di Altare : "Au Général Masséna 23 germinal an IV [probabilmente nel tardo pomeriggio del martedì 12 aprile 1796 dopo la battaglia di Montenotte].

Appena siete sicuro della fuga del nemico [gli austriaci fuggendo da Montenotte iniziano a separarsi dai sardo-piemontesi] vi recherete in fretta a Carcare con le vostre truppe. Invierete un aiutante generale per riconoscere la posizione che deve occupare il generale La Harpe affinché questi possa minacciare Sassello e Dego. Installerete una postazione intermedia che possa servire alla corrispondenza tra la posizione del generale La Harpe e Carcare.

Invierete un ufficiale superiore ad Altare per svolgere la funzione di comandante, e fate arrivare tutte le cartucce ed i viveri e riunite anche i trasporti per fare la vostra entrata a Carcare, stabilendo il legame con la vostra retroguardia.

Se il nemico minacciasse ancora la divisione del generale La Harpe sarebbe indispensabile che voi prendiate posizione per sostenere il suo lato sinistro. Questo generale La Harpe è partito un'ora dopo mezzanotte [del 12 aprile da Savona] per salire alla ridotta [piccola trincea] di Monte Legino [? Si tratta di Monte Negino] con la 70a [½ brigata] e la 99a ; così vedete che ha forze sufficienti.

Augereau è partito alle 9 di sera. Ho inviato degli esploratori per avere notizie di Joubert e di Dommartin. Quando saprò la loro posizione e che La Harpe si troverà nella postazione stabilita, la mia intenzione è che voi [Masséna] andiate ad attaccaregli 800 uomini [austriaci] che si dice si trovino alla cappella di Santa Giulietta; per le altre notizie ci vedremo a Carcare dove mi recherò appena un battaglione di Joubert, oppure uno vostro, mi assicuri la sua protezione.
Beaulieu in persona [? Beaulieu non era presente alla battaglia di Monte Negino. Continua l'esagerazione di Napoleone che falsifica i fatti per ingigantire la sua vittoria] ha attaccato [il giorno prima, il lunedì 11 aprile 1796] la ridotta di Monte Legino [sic]: aveva intenzione certamente di prendere Savona. Tutto ci fa presagire che gli avvenimenti di oggi [la vittoria di Montenotte] e di domani marcheranno la storia. Vi abbraccio. Bonaparte.

A Altare esiste un museo storico del vetro:
Museo dell'Arte Vetraria Altarese.
Il Museo, inserito nello splendido edificio in stile liberty di Villa Rosa, testimonia come questo paese valbormidese dell'entroterra savonese fosse conosciuto fin dal XIII secolo per l'abilità dei suoi maestri vetrai. Questi contendevano con quelli di Murano (Venezia) la fama ed il primato in Europa. Altare conserva ancora oggi un patrimonio di inestimabile valore che desidera mostrare con orgoglio. Sono esposti nel suo museo circa 2.300 opere:



• 300 pezzi preziosi (anfore e caraffe, calici da messa e acquasantiere, lampade, ecc.),
• 1570 reperti vitrei dalle funzioni più disparate,
• circa 800 stampi antichi in legno e in ghisa
• e più di 400 strumenti per la lavorazione a mano, usati dal 1750 al 1950, e che oggi solo alcune botteghe conoscono e utilizzano per mantenere vive le antiche tradizioni.

Ubicazione del Museo: Piazza Del Consolato 4 - 17041 Altare.

Accessibilità in auto:
- autostrada A6 (Savona-Torino) uscita Altare;
- strada statale ( " " ) del Colle di Cadibona.
Orario : da domenica al venerdì dalle 16 alle 19;
sabato dalle 15 alle 19.
Vi è pure la possibilità di visite organizzate per scuole e comitive anche al di fuori di tali orari, previa prenotazione
Tariffe: Intero € 3,00.
Ridotto € 2,50 (gruppi adulti di almeno 15 persone).
Ridotto € 2,00 (dai 6 ai 14 e sopra 60 anni, universitari,
militari, gruppi scolastici).
Bambini fino a 6 anni gratis.
tel. 019 584734, cell. 3460819990, Fax 019 5899384.
www.museodelvetro.org
e-mail: isvav@libero.it museodelvetro@gmail.com

Al Museo è annessa la Biblioteca Civica e Specializzata del Vetro con 3.400 volumi dedicati al vetro ed all'arte vetraria.

Collegamento con altri Siti e testimonianze storiche:

• le altre ville liberty di Altare;

• la Cascina delle Chiappe dove per tutto il ‘700 si trovava la Dogana Genovese;

• il Ponte della Volta (di cui la parte più antica risale al XIII sec.): si trova alla volta ossia svolta del fiume Bormida sul confine tra Altare, Carcare e Cairo Montenotte.

• Cimitero delle Croci Bianche della 2a guerra mondiale.

• il Cippo del passo o bocchetta di Altare dove hanno inizio le Alpi e gli Appennini.

 

Il Sindaco è Giuseppe Flavio Genta

e Alessandra Pansera è il vicesindaco.

e-mail: anagrafe.comune.altare@virgilio.it