Fédération Européenne des Cités Napoléonienne

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Provincia d'Alessandria

Provincia di Alessandria


In Piemonte, ad un'ora di viaggio da Milano, Torino e Genova e poco più distante dai confini con la Francia e la Svizzera, tra le Alpi ed il Mar Ligure, c'è la provincia di Alessandria, che rappresenta uno dei cuori culturali, artistici ed economici del Piemonte. È una terra da attraversare, con lentezza e attenzione, poiché l'accoglienza e l'ospitalità eguagliano la bellezza dei paesaggi. Montagna, fiumi e colline dove fermarsi per conoscere e apprezzare, attraverso il racconto discreto delle cose e delle persone, uno stile di vita che si rivela nelle tradizioni, nella storia dell'arte, nella ricchezza della cucina, nelle acque termali. La primavera e l'estate sono i periodi migliori per chi desidera godere
dei paesaggi più suggestivi e dedicarsi ad attività sportive all'aria aperta. Autunno ed inverno, invece, sono i mesi prediletti dai buongustai che potranno assaporare, in abbinamento ai pregiati vini, i prestigiosi "frutti" del territorio: tartufi , funghi, castagne, nocciole.

 

Il mito di Marengo


L'importanza della vittoria napoleonica di Marengo ha origine nella delicatissima fase di precario equilibrio in cui Bonaparte si trovava nella primavera del 1800. Una sconfitta avrebbe con ogni probabilità inciso negativamente sulla sua carriera politica aprendo scenari difficilmente valutabili. Il successo, tanto più eclatante in quanto inaspettato, consolidò il suo potere e arricchì l'aura di guerriero indomito e fortunato che lo circondava. Su questa base egli seppe costruire il suo sistema di potere, abbattendo uno dopo l'altro tutti gli ostacoli che si frapponevano fra lui e quello che sarebbe diventato l'Impero. Per queste ragioni si può dire che Marengo è stata determinante per Napoleone e per i futuri assetti europei.

La vittoria fu davvero appesa a un filo e passò inaspettatamente da una mano all'altra. Col senno di poi le cause della sconfitta austriaca furono molte e rilevanti, ma altrettante ragioni avrebbero potuto spiegare un'eventuale sconfitta francese. Certamente, però, la campagna italiana di Bonaparte fu un capolavoro di strategia, dall'invenzione di un'armata volutamente denominata "di riserva" per depistare il nemico, alla scelta del luogo del passaggio in Italia, alla sapiente gestione degli aspetti mitici che ne derivarono, alla manovra che anticipò quelle che fecero la gloria della Grande Armée, alla costante e lucida padronanza dello strumento, del tempo, dei difetti stessi del nemico.

 

Museo Marengo

Marengo 1
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